Pubblicato in "L'Italia in Giallo Storia e geografia del giallo italiano contemporaneo" - (dal 1970 al 1994) di Massimo Carloni, (Diabasis 1994 )

successivamente, riveduto e ampliato in
"Delitti di Carta" n. 8 - Lit. 19.000 (Clueb 2001)
(alle pagg. 83 - 84 -85 - 86 - 87 - 88 - 89 - 90 - 91 - 92 - 93 - 94)

L'arcobaleno narrativo di Carlo Lucarelli
di Massimo Carloni

1. Premessa

La produzione di Carlo Lucarelli (1960) si segnala per alcune caratteristiche non molto frequenti nel nostro panorama poliziesco.
Innanzi tutto l'autore è riuscito a conciliare l'allergia, comune alla maggior parte dei giallisti italiani, agli interminabili cicli anglosassoni e/o francesi con un certo amore per il protagonista fisso; di conseguenza, seguendo la lezione estrmamente professionale di alcuni modelli stranieri, ha creato nel tempo tre "cicli" maggiori e uno minore che vivono parallelamente, ciascuno con connotazioni e collocazione editoriale (almeno all'inizio) sue proprie; per diversificare la sua produzione ha cercato quindi, con alterna fortuna, di frequentare diversi sottogeneri, nella gamma cromatica che va dal giallo al nero; infine, in controtendenza rispetto ai suoi più affermati colleghi italiani, si è ricordato che in Italia le indagini le conducono sia la Polizia di Stato che l?arma dei Carabinieri e, pur ponendo la prima in posizione decisamente preminente, non ha tuttavia dimenticato la seconda.
In questa nostra indagine sulla narrativa di Lucarelli volutamente ci soffermeremo solo sulle opere "cicliche", trascurando prove singole (continua...)

Carloni continiua analizzando i "cicli". Ne riportiamo la definizione e i protagonisti che li caratterizzano:
Il "giallo storico" (De Luca)
Il "nero umoristico" (Coliandro)
Il "giallo di provincia" (Leonardi)
Il "nero metropolitano" (Negro)