"Radiopanico" Lit. 18000 (Mobydick) - 2000
contiene "Radiopanico" di Carlo Lucarelli
prefazione di Carlo Lucarelli :
"Sulle onde della "paura"
si è chiusa la prima edizione del concorso
letterario nazionale "Radiopanico",
promosso dalla banca Antonveneta. Ed è stato
proprio un successo: oltre duecento le persone
che hanno inviato in forma scritta le loro
angosce - in ipotetico viaggio sulle curve
dell'etere.
Duecento opere dall'interessante livello
medio. Un'iniziativa che sicuramente merita
un futuro, per la sua "atipicità"
e per il fatto che potrebbe stimolare nuova
"scrittura per la radio" - una
forma letteraria fondamentale e affascinante
fino a qualche anno fa, che sta purtroppo
rischiando di scomparire.
Ed ora il concorso (seguito con interesse
da Radio 2 Rai - attraverso i programmi "Jefferson"
e "Caterpillar" - da Radio Popolare
di Milano, Radio Città del Capo di Bologna,
Radio Base di Venezia, Radio Città Futura
di Roma e da tantissime altre emittenti)
ha una sua naturale appendice nella pubblicazione
dei racconti vincitori.
Ma, tornando al tema iniziale, è stato intrigante
scoprire quali sono le "paure"
raccontate. Certamente assai diverse tra
loro, in moltissimi casi private e intime.
Si poteva magari immaginare che quelle privilegiate
nei testi sarebbero state ispirate da panici
"collettivi" (guerre, catastrofi,
Aids): il concorso, tra l'altro, è stato
bandito in piena guerra nel Kosovo ... E
poi, a pochi giorni dal 2000, ci si sarebbe
potuto attendere un eccesso di "paure
universali", evocate da timori neo-millenaristi.
Invece: quasi niente di tutto questo. E'
emersa piuttosto una pluralità di panici
"personalizzati".
Paure del quotidiano, che diventano fobie
e angosce "minimaliste" legate
all'incomprensione, alla solitudine, al rifiuto,
strette spesso tra rapporti interpersonali
e relazioni umane false, sbagliate, ipocrite.
Il panico - ed è questo un dato che va sottolineato,
perché forse è proprio da qui che nascono
le "grandi tragedie collettive"
- arriva perlopiù da "dentro",
oppure dalla paura dell'altro.
In generale - pur nel discreto livello di
cui si diceva - è emersa più "scrittura"
che "lettura", e sotto le idee,
anche a quelle buone, si avverte una certa
carenza di basi e di riferimenti. Del resto,
francamente, pare un problema che riguarda
tutto il panorama della scrittura emergente
italiana ...
L'opera vincitrice, quella di Giovanna Passigato
Gibertini, è stata indicata come tale da
tutti i giurati, e anche le altre quattro
segnalate si distinguono abbastanza nettamente
(seppure alcune si distacchino da una vera
e propria sceneggiatura radiofonica) tra
le trenta "superstiti" alla prima
selezione.
Ma "Cantine" - il racconto classificatosi
al primo posto, che parla di una situazione
di nevrosi, con un protagonista che conclude
la sua epopea in bagno - si dimostra anche
una fotografia molto attendibile di toni
e contenuti usati dalla maggioranza dei partecipanti.
Le grandi paure, i timori esistenziali collettivi
- magari per il fatto di passare sui media
a qualsiasi ora di ogni giorno - hanno generato
ormai una sorta di assuefazione?
Sarebbe forse necessario fermarsi, e ragionarne
più attentamente, sul perché questa "tensione
generica" non si traduce in fobia. In
ogni caso - e questo concorso lo rende del
tutto evidente - le scritture privilegiano
una riflessione individuale ed individualista.
Ed anche il panico finisce per avere una
sfumatura diversa."
contiene inoltre i racconti di Giovanna Passigato
Gibertini, Sebastiano Bisson, Marcello Contardi,
Mauro Gurioli, Stefano Montecchi